La vecchia chiesa

La vecchia chiesa

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La vecchia chiesa 

          I fedeli praticanti di Pers che desideravano partecipare a funzioni religiose erano costretti a recarsi fino a Flaipano,

nella chiesa di Santa Maria Maddalena, camminando per oltre 3 chilometri lungo l'ampia ed antica mulattiera, tutt’ora esistente, che prima scende verso il Torrente Vedronza e poi risale lungo il versante opposto. Questo avveniva certamente dai primi decenni dell"800 fino al 1948 quando, il 2 giugno, venne inaugurata la chiesa, realizzata in località "Slaiferà", nei pressi del Borgo Sgarban. Probabilmente, nei secoli precedenti, sia gli abitanti di Pers che quelli di Flaipano dovevano recarsi a Montenars dove si trovava l'unica chiesa consacrata della zona.

           In occasione delle cerimonie funebri, a partire dal 1890, anno in cui venne completato il cimitero di Pers, fino al 1948 il parroco scendeva, a piedi, da Flaipano per celebrare le meste funzioni. Prima della costruzione del cimitero in loco, tutte le salme venivano trasportate a spalla fino a Flaipano dove venivano sepolte. Anche per unirsi in matrimonio, gli sposi, assieme a parenti ed amici, si recavano nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Flaipano. Mentre oggi i matrimoni sono generalmente preceduti da un rinfresco nell'abitazione degli sposi, in passato, per poter ricevere la Santa Comunione, non era possibile mangiare e bere liquidi dalla sera precedente e quindi tutti arrivavano quasi esausti alla chiesa.

            Per l'amministrazione del primo sacramento, anche i bimbi venivano portati naturalmente a Flaipano. Poiché molti neonati morivano durante o a poche ore dal parto, si verificava molto spesso il caso che l'ostetrica o i familiari presenti provvedessero a battezzarli immediatamente. Per i battesimi in chiesa non si aspettavano comunque mesi, come succede attualmente, ma pochissimi giorni ed al massimo una settimana.

            Nell'ottobre del 1929, contemporaneamente alla richiesta inviata alla Provincia di Udine per richiedere il passaggio di Pers dal Comune di Montenars a quello di Lusevera, fu presentata un'istanza anche alla Curia Arcivescovile di Udine, per ottenere il passaggio dalla parrocchia di Flaipano a quella di Cesariis-Pradielis. Questa richiesta, che comunque ebbe esito negativo, come risulta dalla comunicazione a firma del Vicario Generale Can. Luigi Quargnassi, fu parzialmente contestata dai "giovani" che si erano recati a Genova per lavoro. In una lettera che scrissero al parroco il 2 maggio 1930, si evince che questi emigranti, mentre condividevano la richiesta di passare al Comune di Lusevera, non ritenevano opportuna la richiesta di cambiare anche la parrocchia perché così non si sarebbero più udite le campane che annunciavano le funzioni religiose oppure la morte dei compaesani e soprattutto non ritenevano giusto abbandonare la patrona Santa Maria Maddalena.

           In quella lettera chiesero, invece, al Parroco di Flaipano, un interessamento presso il Vescovo di Udine per ottenere l'autorizzazione di costruire una chiesa a Pers. Il Parroco manifestò immediatamente la sua disponibilità, così da ottenere dalla comunità dei "genovesi" sinceri ringraziamenti, come si legge in una seconda lettera, nella quale viene spiegato che la chiesa dovrebbe essere lunga 20 metri, larga 12 ed avere un'altezza di 8 metri. La chiesa, secondo le prime indicazioni, doveva essere costruita in cemento armato, con gabbia, poiché questo era l'intervento più economico e più veloce. Ci si dimenticava, probabilmente, che la costruzione andava realizzata a Pers, dove non c'era nemmeno la strada, e non a Genova dove loro prestavano servizio.

            Con l'interessamento di Don Variola, l'Arcivescovo Monsignor Giuseppe Nogara, con una comunicazione a sua firma, in data 1 dicembre 1930 concesse l’autorizzazione ad erigere la chiesa, alla tassativa condizione però, che tutti i capifamiglia sottoscrivessero un'impegnativa, con la quale non avrebbero mai inoltrato alcuna richiesta atta ad ottenere la celebrazione della S. Messa in un giorno festivo nella chiesa che si voleva costruire.

            I lavori per la costruzione della chiesa, iniziati nei primi mesi del 1931, durarono una quindicina d'anni e vennero eseguiti esclusivamente con il volontariato. Tutti, grandi e piccini collaborarono, secondo le proprie capacità e possibilità. Anche lo stesso Don Variola lavorò per giornate intere, con pala e piccone, per caricare nelle gerle di donne e bambini la sabbia che serviva per erigere i muri. Molto spesso, alcune giovani del paese passavano, di casa in casa, a raccogliere uova che poi venivano portate, con la gerla, a Gemona dove, grazie anche alla collaborazione del parroco dell'ospedale, venivano vendute per racimolare un po' di denaro necessario ad acquistare soprattutto il cemento. Gran parte dei materiali di costruzione furono trasportati lungo la carrareccia che costeggiava il torrente Vedronza e poi, portati a spalle fino a Pers. Tutta la calce fu, invece, prodotta in loco.

            La chiesa era costituita da un corpo centrale che misurava 20 metri per 12 e da una piccola sacrestia, di un solo piano, situata sulla destra. La struttura, come in un primo momento si era ipotizzato, avrebbe dovuto essere in cemento armato, ma, poiché questo tipo di intervento apparve più difficoltoso del previsto, si scelse di costruirla con blocchi di cemento, ben visibili sul frontale della chiesa rimasto al grezzo.

            Sul frontale non c'erano finestre e, sugli angoli dello stesso, i blocchi sporgevano di qualche centimetro così da formare quasi due colonne. Sopra l’entrata principale, priva di luce, si potevano notare parecchi tondini di ferro sporgenti, ai quali probabilmente doveva essere collegato un pronao che non fu mai realizzato. Le pareti laterali furono intonacate soltanto con malta al grezzo e lungo la parete rivolta verso Flaipano c'erano due ampie finestre inframezzate da due colonne. La parte posteriore della chiesa (quella rivolta verso Borgo Sgarban), costruita a forma di cupola ottagonale, regolarmente intonacata era dotata di due ampie finestre. Per raggiungere il portone dell'ingresso era necessario salire una breve gradinata in cemento formata da 5 scalini. L'area riservata alle celebrazioni era divisa dal resto della chiesa da una balaustra bianca. A differenza della parte esterna, l'interno della chiesa era normalmente intonacata ed imbiancata. Quattro colonne cilindriche sostenevano la struttura delle travi sulle quali era stata appoggiata la copertura in coppi.

              I giovani promotori ed in gran parte realizzatori della chiesa, che lavoravano ancora a Genova, ebbero l'occasione di frequentare parecchie volte il santuario della Madonna della Guardia che si trova sul Monte Figogna (mt. 804) e che è il più famoso e conosciuto di tutta la Liguria. Così quando si trattò di scegliere una patrona per la nuova chiesa, fecero una colletta in loco per raccogliere il denaro necessario a commissionare una statua simile a quella del santuario.

            Appena realizzata, venne sistemata all'interno di un involucro in legno, e trasportata in treno da Genova a Udine e poi con un furgone, fino a Cesariis, dove in quegli anni, terminava la strada comunale. Qui la statua venne liberata e trasportata solennemente a spalla verso la sua nuova destinazione, seguita da una lunga processione in preghiera. Al termine della processione la statua fu posizionata sull'altare maggiore e da quel momento divenne la patrona di Pers.

 

            Non è possibile verificare, con la massima certezza, la data dell'inaugurazione della chiesa né interrogando i più anziani del paese e nemmeno consultando i documenti dell'archivio parrocchiale. Parecchi matrimoni e battesimi, pur essendo stati celebrati nella chiesa di Pers, portano l'indicazione della chiesa madre di Santa Maria Maddalena. Sembra, comunque, che il primo battesimo sia stato quello di Paolina Cragnolini, avvenuto nel gennaio del 1946. Altre fonti però sostengono che nel corso dello stesso anno alcuni battesimi vennero ancora celebrati a Flaipano.

           L'ultimo matrimonio fu celebrato a Pers, il 26 marzo 1966 da Don Tullio Quagliaro che unì Elia Battoia e Antonio Russo.

           Nei primi anni dalla sua costruzione, l'incombenza di sacrestano e custode delle chiavi era ricoperta dal factotum del paese (mugnaio, pesatore del latte, ecc.) Francesco Cragnolini. Quando questi si trasferì a Tarcento fu sostituito da Aurelio Crapiz e, dopo la morte di Aurelio, da Maria Sgarban (Mia).

           Per parecchi anni, dopo l’inglobamento di Pers nella parrocchia di Pradielis e Cesariis, avvenuta verso la fine degli anni sessanta, si recava occasionalmente a Pers per le celebrazioni eucaristiche anche il parroco Don Giulio Mentil, originario di Ovaro e Parroco di Pradielis, aiutato dall'allora chierichetto Dario Molaro di Cesariis.

          Sulla parete destra della chiesa fu realizzato un piccolo monumento, costituito da una porzione di ordigno bellico (sembra una bomba incendiaria) che un aereo militare in avaria, durante il secondo conflitto mondiale, sganciò volontariamente e cadde in località "Pineit". Si racconta che l'incendio provocato dalla bomba durò oltre due giorni. Tranquillo Marchiol e Giuseppe Cragnolini (Kuain) recuperarono i resti dell'ordigno e li portarono a Pers. Sopra il piccolo monumento venne posta una targa in marmo bianco, a ricordo dei caduti delle due guerre. Con una parte dell’ordigno recuperato furono costruiti cunei per spaccare la legna ed altri suppellettili.

          L’orcolat danneggiò gravemente la struttura della chiesa, che crollò quasi completamente. Furono recuperati i banchi in legno, i pochi armadi con i paramenti sacri e i candelabri. In un secondo tempo, si procedette alla completa demolizione riuscendo a salvaguardare soltanto l'altare. Parzialmente danneggiato, rimase sotto le intemperie per parecchi anni e subì, quindi, altri gravi danni tanto che, quando si pensò alla ricostruzione della chiesa, non fu più utilizzabile e venne quindi demolito.

ALLEGATO:

Lettera degli operai datata 2 Maggio 1930 - PDF

Gallerie di foto

[La nuova chiesa] - [La chiesa vecchia] - [L'ultimo matrimonio a Pers] - [La costruzione della chiesa nuova]

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