Il cimitero di Pers e le importanti testimonianze storiche custodite al suo interno

Il cimitero di Pers e le importanti testimonianze storiche custodite al suo interno

Dalle annotazioni poste sui libri ecclesiastici si apprende che, fino al 1890,

oltre alle normali funzioni religiose che si svolgevano nella chiesa di Santa Maria Maddalena, anche i funerali venivano celebrati esclusivamente a Flaipano, dove venivano trasportati i defunti, per essere tumulati in quel cimitero, ora non più esistente.

        Il cimitero di Pers venne, infatti, costruito poco prima del 1890 ed inaugurato il 9 gennaio di quell'anno dal Parroco di Montenars, Giobatta De Nardo. La sua realizzazione fu possibile contando esclusivamente sul volontariato locale che ebbe in cambio dal Comune di Montenars un modesto contributo di "italiche lire" 1.200. La prima salma ad essere sepolta nel nuovo cimitero fu quella della piccola Anna Lazzaro, figlia di Pietro e Maria Sgarban, nata il 1° ottobre 1886, che volò al cielo (così si legge sul libro dei morti) l'8 febbraio del 1890. Il suo funerale fu celebrato il giorno successivo dal Reverendo Giovanni Paoloni, parroco di Flaipano. Anche a Flaipano, però, la prima autorizzazione ad una sepoltura giunse soltanto il 02 settembre 1810. Il primo ad essere sepolto, a riprova dell'elevatissima mortalità infantile, fu il piccolo Giovanni Moro figlio di Domenico, di soli 5 anni, il cui funerale venne celebrato il 4 settembre 1810.

         L'atto del 2 settembre 1810, imposto al riluttante 'Pievano' di Montenars, Prè Giacomo Totolo, da parte del Commissario di Polizia Cantonale di Gemona del dipartimento di Passariano, così recitava: "Dietro la qui unita autorizzazione dell'Ostesso dello Stato della Comune di Montenars ella si presterà alla Tumulazione del Cadavere del fu Giovanni di Domenico Moro nel Cimitero di Santa Maria Maddalena dell'aggregato Comune di Flaipano, stato appositamente eretto dietro Ordine Prefetizio in quella situazione, onde togliere i disordini che accadevano per il Trasporto dei Cadaveri in Montenars. Sotto dunque la sua personale responsabilità ora che ha ottenuta l'autorizzazione dell'Oficio Civile di detti Comuni ella passerà alla Tumulazione dell'indicato Cadavere e qual'ora qualche d'uno le facesse impedimento ella è chiamata a rendermi stretto conto in seguito, ma sempre dopo aver eseguito quanto Concerne alla spirituale opera. Meno pregiudizi e meno Sotterfugi, che si usano in quest'affari sarà quanto prescrivono di Sacro le attuali Leggi, ecc",

         Dagli inizi del 1600 fino al 1810 tutti i defunti venivano trasportati nel cimitero della chiesa di Sant’Elena a Montenars; e sembra che prima ancora i defunti venissero trasportati fino alla Pieve di Artegna, dove si trovava la prima chiesa consacrata della zona. Il fatto di trasportare i defunti in località diverse dal luogo di residenza avveniva in parecchie zone del Friuli, tant'è che anche da Pradielis trasportavano le salme a Lusevera, e da Uccea, che faceva parte del Comune di Resia, i defunti venivano trasportati, addirittura, a Cergneu di Nimis attraversando, naturalmente a piedi, il Gran Monte per scendere a Montemaggiore e proseguire fino a Cergneu. Poiché nel periodo invernale era impossibile attraversare i monti, le salme venivano conservate nei solai delle abitazioni, in attesa della buona stagione quando veniva celebrato il funerale.

           Dal 1890 fino alla consacrazione della chiesa, quando doveva essere celebrata una cerimonia funebre, il parroco da Flaipano scendeva a Pers e si recava presso l'abitazione dell'estinto, dove impartiva una prima benedizione della salma. Da lì, poi, parenti e convenuti con un corteo funebre si avviavano verso il cimitero, dove aveva luogo un'altra semplicissima funzione religiosa prima di procedere alla sepoltura.

          Come spesso accade, il parroco di Flaipano non fu per nulla d'accordo sull'autorizzazione, concessa dal Comune di Montenars agli abitanti di Pers, per la costruzione del cimitero, come si rileva dal fascicolo intitolato "Cose memorabili" scritto dal Parroco di Montenars Giovanni Battista De Nardo "..Quest'anno e precisamente il giorno 9 gennaio, il parroco delegato dall'Arcivescovo, benedisse il cimitero della Borgata di Pers. Questa Borgata non aveva prima il cimitero e per averlo si assunse di costruirlo quasi gratuitamente, contentandosi di una gratificazione da parte del Comune. Le prime pratiche per questo cimitero avvennero anteriormente al 1884. In quell'anno e nei primi mesi dell'anno il Consiglio Comunale diede voto favorevole. Secondo l'avviso del parroco, il Consiglio Comunale non operò con prudenza dando facoltà di costruire tal cimitero. Non portandosi più i morti da Pers a Flaipano, quei fedeli, si suol dire di Pers, fanno qualche visita in meno alla chiesa di S.M. Maddalena. Verso questa chiesa andranno sempre più perdendo dell'affetto com'è naturalmente e di più vorranno un giorno o l'altro unita al cimitero una chiesetta: a questa chiesetta si vorrà che il cappellano di Flaipano venga talora, anche in giorni festivi a dir messa. Attualmente, e così sarà finché non verrà costruita la chiesetta, si verifica il grave sconcio che i cadaveri vengono tumulati senza essere prima portati in chiesa e dopo brevi preghiere fatte, senza nessuna solennità sul cimitero          ".

            Le mura di cinta del cimitero furono costruite con pietre a secco e, all'interno, lungo la parete nord verso il Cuel di Lanis, fu realizzata una piccola cella mortuaria che non venne ricostruita. Il terremoto del ‘76 distrusse quasi completamente il muro di cinta, che fu poi demolito definitivamente, come la chiesa stessa. All'interno del cimitero, c’era una croce in ferro battuto, che non venne mai più ritrovata.

            L'attuale cimitero fu ricostruito agli inizi degli anni '80, ma fino al 2000 la sua manutenzione lasciava un po' a desiderare. Lo sfalcio dell'erba non avveniva più di due volte l'anno; pertanto, l'erba cresceva inesorabilmente ed, a volte, la sua altezza quasi superava le croci (come si vede qui accanto). Da quell'anno in poi invece, grazie all'opera volontaria di Tiziano Cher, non ci sono più erbacce ed anzi, per parecchi mesi all'anno, gran parte del cimitero è ricoperto da piante di tagete che lo rendono unico in tutta la zona. Da 2007, infatti, ogni anno vengono piantati centinaia di tagete, sul perimetro del piccolo cimitero ed ai lati delle tombe, che fioriscono dagli inizi di luglio fino alle prime gelate di fine ottobre o inizio novembre.

              A lato della porta d'ingresso del cimitero troviamo un piccolo monumento, realizzato nel 1992 dall'alpino Tranquillo Marchiol a ricordo dei caduti di tutte le guerre. Alla sua destra, una lapide di marmo, affissa al muro di cinta, ricorda il sacrificio del piccolo Mario Durlicco, colpito a morte il 13 gennaio 1945 nel conflitto a fuoco tra i partigiani e le truppe d'invasione, e dei fratelli Eugenio e Gino Sgarban, deceduti a Mathausen, dopo essere stati arrestati a Pers il 15 gennaio  1945.

Allegato:

Riproduzione del manoscritto di Giovanni Battista De Nardo, parroco di Montenars. anno 1890. - Scarica PDF


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