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La scuola

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A Pers, fino alla fine degli anni ‘50,

quando fu completata la costruzione della scuola elementare, le lezioni si svolgevano in un’unica aula, che si trovava in una stanza molto buia di un’abitazione privata nel Borgo di Mezzo. L’abitazione era di proprietà della famiglia di Primo Durlicco. Agli alunni veniva garantita  la possibilità di frequentare le lezioni relative alla prima, alla seconda ed alla terza elementare. Un’unica insegnante svolgeva le lezioni per la seconda e la terza classe, durante la mattinata, mentre il pomeriggio lo dedicava esclusivamente agli alunni della classe prima. Per potersi riscaldare, gli scolari dovevano portare la legna da casa e poiché non c’era nemmeno l’energia elettrica l’aula veniva illuminata con una lampada a petrolio.

Gli anziani raccontano che i bambini, al termine delle lezioni, avevano poco tempo a disposizione sia per fare i compiti che per divertirsi: infatti, dopo un pranzo veloce, avevano sempre pronta la gerla o altri attrezzi per andare a lavorare nei campi o nel bosco con i più grandi. A volte i ragazzini non si recavano nemmeno a casa, ma andavano direttamente nei prati o nel bosco, dove c’erano i genitori o i nonni ad attenderli. Al termine del triennio, chi era intenzionato a proseguire gli studi era costretto a raggiungere quotidianamente, a piedi, Flaipano, dove c’era la possibilità di frequentare la quarta e la quinta elementare. Questo non era naturalmente obbligatorio e chi decideva di recarsi a scuola doveva affrontare i problemi molto grossi durante il periodo invernale, quando la neve ricopriva, con una spessa coltre, la mulattiera. Nei primi decenni del ‘900, le nevicate erano molto più copiose dei giorni nostri, ed  un manto nevoso con uno spessore compreso fra i 50 centimetri ed il metro, rientrava nella normalità.  

 Soltanto verso il 1940, in considerazione di un sempre maggior numero di ragazzi, furono istituite anche la quarta e quinta classe. Ci fu anche la collaborazione saltuaria della maestra Antonia Crapiz (chiamata Rinalda - figlia di Teresa). Antonia inoltre, provvide anche a svolgere lezioni private ad alcuni adulti che avevano la necessità di conseguire la licenza elementare, per poter essere assunti nelle Ferrovie dello Stato a Genova. Fra questi ricordiamo Giovanni Moro, Fortunato Sgarban, e Quinto Cragnolini.

Non essendoci una struttura pubblica in loco, gli insegnanti che si avvicendavano negli anni erano costretti a chiedere ospitalità presso alcune famiglie sia di Borgo Mulinars che di Borgo Sgarban.

La costruzione della scuola nuova ebbe inizio soltanto nel 1956, quando Pers faceva ancora parte integrante del Comune di Montenars, e fu portata a termine nel 1960. I lavori proseguirono molto lentamente, perché, non essendoci ancora la strada di accesso al paese, tutti i materiali necessari per la sua costruzione furono trasportati lungo la strada bianca, che affiancava il Torrente Vedronza, fino in località “Pod Las” e, da qui, con una teleferica a corde, furono trainati verso Pers.

Durante la costruzione del tetto, avvenne un incidente che per fortuna non ebbe gravi conseguenze. Un operaio involontariamente urtò il filo della corrente elettrica che si trovava poco sopra la sua testa e vi rimase quasi appeso. Un collega di lavoro corse subito in suo aiuto e, nel tentativo di toglierlo dalla pericolosa situazione, riportò le peggiori conseguenze, poiché la scarica elettrica raggiunse il suo corpo che era a contatto con la sottostante soletta.

Il nuovo fabbricato non era molto grande: infatti, oltre ad un’unica aula, vi trovava spazio soltanto un piccolo appartamento destinato all’insegnante che solitamente raggiungeva Pers il lunedì e ritornava a casa il sabato. A causa della grave scomodità, molto spesso, l’insegnante si tratteneva  a Pers anche per periodi molto più lunghi.

Quando Pers fu incorporato nel Comune di Lusevera, quest’ultimo provvide a terminare gli ultimi lavori e a saldare le rate rimanenti del mutuo, acceso dal Comune di Montenars. Il fabbricato non venne però immediatamente censito in catasto e non fu nemmeno espropriato il terreno, sul quale era stato costruito. Quando l’Amministrazione Comunale di Lusevera decise di iniziare le pratiche per l’accatastamento, sopraggiunse il terremoto e così tutto fu abbandonato. La mancata registrazione al catasto, non permise a tanti possibili acquirenti di entrare in possesso dello scantinato della scuola, per potervi costruire sopra un prefabbricato magari in legno. Quanti si presentavano all’ufficio tecnico per chiedere informazioni, sul possibile acquisto, si sentivano rispondere "non possiamo far nulla in quanto il fabbricato (pur essendo l'unico reperto del vecchio paese) sostanzialmente non esiste". 

Nella nuova scuola, il servizio di bidella fu svolto da Maria Sgarban (detta Mia). La scuola rimase attiva per pochissimi anni: infatti, le lezioni furono sospese già nel 1967.

Nel 1957, insegnò a Pers la maestra Addolorata Saccomano (ventinovenne) di Osoppo che portò con se anche il figlioletto Mauro De Simon, di soli 4 anni e per un certo periodo ci fu anche la presenza della madre che accudiva il nipotino.

Nel 1958, fu la volta di Concettina Cimbaro di Tarcento che rimaneva a Pers tutta la settimana, ospite della famiglia Marchiol. Quasi ogni sabato ritornava a casa.

Una delle ultime insegnanti (della quale non si ricorda il nome) proveniva da Cervignano, un'altra da Forni Avoltri. Per alcuni anni insegnò nelle elementari di Pers anche il maestro Palmiro Roseano originario di Vedronza.

Nell’anno scolastico 1964/65 l’insegnante fu Eleonora Sello, allora ventiseienne, proveniente da Udine, che l’anno successivo fu trasferita alla scuola elementare del vicino capoluogo  Lusevera. “Ogni tanto vengo in pellegrinaggio a visitare i luoghi dove iniziai l’insegnamento” disse a Tiziano Cher, in un soleggiato sabato di fine aprile 2012, mentre sedeva sulla panchina che si trova davanti alla chiesetta. Eleonora abitava nell’appartamentino del nuovo fabbricato. I suoi allievi erano Dino Martinelli che frequentava la quarta, e Franco Durlicco che frequentava la terza. Ai due era stata aggregata anche Adina Durlicco, sorella di Franco, che pur non essendo in età scolare iniziò con Eleonora a conoscere i primi rudimenti dell’ABC.

Negli anni immediatamente precedenti al sisma del 1976 fu alloggiato nella scuola, rimasta inutilizzata da quasi un decennio, un mafioso meridionale costretto al confino. Nel 1976 la scuola stava per essere affittata alla famiglia Petiziol di Codroipo che, nel dopo terremoto, costruì un prefabbricato nella frazione di Musi.  

Come spesso accadeva nei piccoli paesi di montagna, anche qui fin quando c’era ancora parecchia gente in loco mancavano quasi tutti i servizi essenziali. Quando questi sono arrivati, la gente, per disparati motivi, se n’è andata.

Fino al 1940 pochissimi ragazzi riuscirono a terminare le cinque classi elementari ed ancor in meno ebbero la possibilità di frequentare le medie o le superiori. Per riuscire a frequentare queste scuole erano, infatti, costretti a trasferirsi in qualche istituto lontano, ma poiché le possibilità economiche, per il pagamento delle rette, erano molto scarse per non dir nulle, ci si doveva accontentare soltanto delle elementari. Alcuni ragazzi più fortunati trovarono ospitalità presso famiglie di parenti, che si erano trasferiti, ad esempio, a Gemona e lì riuscirono a continuare a studiare.

Nonostante queste gravi problematiche, ci fu una prima ragazza che riuscì a raggiungere la maturità magistrale: fu Maria Cragnolini, che, per un certo periodo, insegnò perfino in Sicilia. Molto presto però per alcune vicissitudini personali le fu revocata la possibilità di insegnare.

La sua strada fu seguita anche dalla nipote Antonia Cragnolini, che conseguì la maturità magistrale, andando a studiare a Gemona, ospite di parenti.  

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